Venezia è sempre stata una delle città che più avrei voluto visitare qui in Italia. Finalmente quest’anno, per il mio compleanno, ho avuto l’occasione di trascorrerci due giorni e ora voglio condividere con voi il mio viaggio. Eccovi quindi qualche consiglio in un piccolo itinerario di due giorni a spasso per le calli del capoluogo veneto.

GIORNO 1
Arrivati in stazione verso le 9, prendiamo il primo vaporetto per raggiungere il cuore della città. La nostra prima tappa è Piazza San Marco, l’unica vera piazza di Venezia (tutte le altre infatti sono chiamate “campi”). La piazza è famosa per i suoi musei e non possiamo di certo lasciarceli sfuggire. Al costo di 20 euro acquistiamo un unico biglietto valido per il bellissimo Palazzo Ducale, il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Tralasciano Piazza San Marco, Palazzo Ducale è senza dubbio uno dei simboli di Venezia e un capolavoro dell’arte gotica, il quale accolse i Dogi della Serenissima Repubblica.

   

Oltre a ciò, Palazzo Ducale è famoso anche le sue prigioni. Queste furono edificate in un’ala separata e collegate successivamente con il famosissimo Ponte dei Sospiri. Il ponte deve al suo nome ai sospiri dei carcerati che attraversandolo si recavano verso un destino oramai segnato e non si riferisce quindi alle pene degli innamorati come molti pensano.

    

Conclusa la nostra visita a Palazzo Ducale ci dirigiamo verso il Museo Correr, alla scoperta della storia e soprattutto dell’arte di Venezia. Terminata anche questa visita è finalmente ora di pranzo e non c’è nulla di meglio che un tour per i famosissimi bacari veneziani. Quali non potete assolutamente perdervi? Il Paradiso Perduto, Cà d’Oro alla Vedova e Al Timon nel sestiere Cannaregio (attenzione però che Al Timon è aperto solo dalle 17).

Nel pomeriggio ci spostiamo verso il Canal Grande, la principale “via su acqua” della città. Tra i ponti che attraversano il canale, il più famoso è senza ombra di dubbio il Ponte di Rialto. Costruito nel 1180 dall’architetto Nicolò Barattieri, il ponte rappresentava il punto centrale di tutto il commercio, veneziano e non. Quello che una volta fu il punto d’incontro dei mercanti è ora diventato un vero e proprio mercato, il Mercato di Rialto.

    

Riattraversiamo il canale, sempre passando per il Ponte di Rialto, e ci dirigiamo verso il Fondaco dei Tedeschi, un antichissimo palazzo veneziano ora adibito a grande magazzino. Se pensate ci dedicheremo allo shopping vi state sbagliando, siamo qui per ammirare la città dall’alto grazie alla terrazza all’ultimo piano, sicuramente uno dei punti panoramici più belli della città. L’accesso alla terrazza è gratuito ma dura solo 15 minuti. Due piccoli consigli personali: visitate la terrazza durante l’ora del tramonto, è davvero qualcosa di magico, e prenotate online tramite il sito altrimenti vi toccherà fare lunghe code all’entrata.

Per cena proviamo un piccolo ristorante nel sestiere Dorsoduro, il Bistrò da Cici. Il ristorante è situato nell’hotel Salute Palace e offre i classici piatti veneziani rivisitati con un tocco di creatività dallo chef Stefano Bison. Il locale è abbastanza piccolo ma elegante, il personale cordiale e le materie prime utilizzate veramente ottime, motivi in più per andarci no?

GIORNO 2
Il secondo giorno lo dedichiamo a Burano, l’isola più famosa di Venezia insieme a Murano e Torcello. Purtroppo in un giorno non ci è possibile visitarle tutte con calma e così decidiamo di dedicare il nostro tempo solo a una, Burano per l’appunto. L’isola è caratterizzata dai mille colori delle sue case, così piccole e graziose, che trasmettono allegria solo a guardarle. Una lunga passeggiata, qualche foto di rito e siamo pronti per ritornare verso il centro con il nostro battello.

Prima di pranzo ci rechiamo nel sestiere Castello, proprio accanto a San Marco, per visitare l’oramai famosissima Libreria Acqua Alta, a mio avviso una delle più belle librerie al mondo. In questa piccola ma graziosa libreria, dove il caos sembra regnare sovrano, i libri (nuovi e usati) vengono non solo venduti ma usati anche come dei veri e propri oggetti d’arredo. Non perdetevi il piccolo giardinetto sul retro, salendo una piccola scala fatta di libri potrete ammirare il canale sottostante.

Per pranzo rimaniamo nel sestiere Castello e prenotiamo un tavolo da Covino, l’enoiteca più famosa di Venezia. L’idea di questo locale nasce dopo un viaggio a Parigi, condivisa da Andrea Lorenzon (l’attuale proprietario) e Cesare Benelli (a capo del ristorante Al Covo). Alla base c’è l’idea di una cucina incentrata sulla tradizione italiana, soprattutto veneziana, ma allo stesso tempo caratterizzata da un’impronta più contemporanea. Le materie prime utilizzate sono principalmente presidi Slow Food, ad esempio il pesce viene acquistato al mercato di Rialto mentre la carne da San Miniato e Torino. La freschezza di queste materie prime la si sente nettamente nel sapore dei piatti, decisamente un punto a favore per questo locale. Il menù non è alla carta, o meglio, ha un costo fisso di 40 euro per tre portate a scelta libera (per cominciare, per continuare e per finire). I coperti non solo molti e per questo vi consiglio vivamente di prenotare con anticipo. Per pranzo non ci sono particolari restrizioni mentre per cena ci sono due turni, uno intorno alle 19-19.15 e l’altro verso 21.15-21.30.

    

Il pomeriggio ci spostiamo verso il sestiere Canareggio e ci dedichiamo alla visita del Ghetto Ebraico, il più antico d’Europa. Il ghetto nacque nel 1516 quando la Serenissima decise di confinarvici gli Ebrei e forse non sapete che il nome deriva proprio dal veneziano “geto”. Piccolo consiglio se vi capita di passare tra queste calli, non perdetevi i dolci Kosher al panificio Volpe.

Purtroppo il nostro viaggio termina qui, breve ma intenso. Non abbiamo avuto modo di visitare tutta la città ma ci terrei comunque a lasciarvi il nome di altri luoghi che varrà sicuramente la pensa visitare (io lo farò non appena ci ritornerò):
Scala Contarini del Bovolo, San Marco
Gran Teatro la Fenice, San Marco
Scuola Grande di San Rocco, San Polo
Gallerie dell’Accademia, Dorsoduro
Peggy Guggenheim Collection, Dorsoduro
Basilica di Santa Maria della Salute, Dorsoduro
Arsenale di Venezia, Castello
Giudecca
– Murano Torcello

Ci rivediamo presto Venezia, molto presto…

2 thoughts on “Una notte a Venezia”

    1. Grazie mille Mara, non sai quanto mi faccia piacere!
      Detto da qualcuno che Venezia la vive tutti giorni fa valere doppio questo complimento 🙂

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