L’estate si sta avvicinando e finalmente il freddo sta lasciando spazio a temperature decisamente più alte. È il momento perfetto per programmare i prossimi weekend fuori porta alla scoperta del territorio italiano. Da dove partire se non dalla Langhe? Una zona che offre panorami suggestivi situata in Piemonte, tra le città di Cuneo e Asti. Uno dei centri più importanti delle Langhe, nonché uno dei più belli borghi d’Italia, è sicuramente Neive. Il comune si trova a circa 60 chilometri da Cuneo ed è famoso non solo per la sua storia ma anche per i vini prodotti da numerose cantine. Tra queste merita particolare attenzione l’antica cantina del Glicine fondata nel lontanissimo 1582.

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Varcando la soglia di questa cantina si incontrano le tipiche botti della tradizione piemontese, contenenti circa 1400 litri l’una. Siamo accolti dal signor Roberto, proprietario dell’azienda, il quale ci racconta come negli ultimi 30 anni il panorama del vino in Piemonte, così come in tutto il mondo, ha subito un grande cambiamento. I primi vini prodotti non solo risultavano essere malfatti, provenienti da viti che producevano “troppo”, ma erano anche poco conosciuti (si trattava maggiormente di autoconsumo). Oggi invece il vino prodotto viene esportato in tutto il mondo e ciò significa che deve avere una qualità migliore. Ci si è quindi trovati di fronte ad una rivoluzione sia nella produzione sia nella struttura delle botti stesse. In Italia le botti erano inizialmente fatte di legno di castagno per una questione di comodità in quanto questo era presente su tutto il territorio ad un costo relativamente basso. Il castagno però da un’impronta amara al vino e si è quindi deciso di passare a botti fatte con legno di quercia, più comunemente definito rovere. Da quel momento le botti non sono più state fatte con legname italiano in quanto il quantitativo presente sul nostro territorio non soddisfa le esigenze di un’intera produzione. Le nazioni che forniscono legname sono la Francia, l’Austria, la Slavonia (una parte della Croazia) e la Transilvania (ovvero Romania e Bulgaria).

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Le botti grandi vengono fabbricate in Italia con legno importato mentre le botti piccole, le cosiddette barrique, possono arrivare in Italia già “pronte”. Botti grandi e barrique si differenziano non solo per la misura ma anche per la loro durata. Le botti molto grandi hanno una durata maggiore, circa 30/35 anni, mentre le barrique (contenenti 225 litri) durano solo 3 anni. Quest’ultime vengono utilizzate quando si vuole caricare il vino di tannino, quindi dopo 3 anni è inutile conservarle in quanto hanno esaurito la quota di tannino che possono conferire al vino.

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La cantina del Glicine produce vino in botti grandi, barrique e acciaio. In acciaio vengono prodotti due vini, il Roero Arneis, l’unico vino bianco, e il Dolcetto d’Alba. Si tratta di vini fruttati che richiedono quindi tale produzione in quanto l’acciaio consente di mantenere un legame molto forte con l’uva di origine. Gli altri vini sono invece prodotti in botti grandi e in barrique, avendo cura però di non mischiare il prodotto e si avranno quindi bottiglie diverse per ognuno di questi vini.

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Le barrique, nelle quali sono prodotti Barbera e Barbaresco, sono poste ad una profondità di 9 metri e 20 centimetri, ad una temperatura che varia dai 9°C d’inverno ai 12°C d’estate.

I VINI

I vini prodotti dalla cantina del Glicine sono:

  • ROERO ARNEIS D.O.C. – IL MANDOLO. Vino bianco, fresco e suadente che presenta un sentore di miele e mandorla e si accompagna perfettamente ad antipasti, pesce e primi piatti delicati. Durante il percorso di degustazione ci è stato consigliato di assaporare questo vino con la nocciola tonda gentile d’Alba trilobata, così chiamata per caratteristici tre segni che questa presenta. La caratteristica principale di questa tipologia di nocciola è legata al fatto che non irrancidisce ed è per questo che la Ferrero la utilizza per i suoi Rocher.
  • DOLCETTO D’ALBA D.O.C. – OLMIOLO. Vino dal colore rosso rubino brillante con riflessi vivaci porporini e dal sapore asciutto, piacevolmente amarognolo e fruttato (caratteristica che mantiene grazie alla produzione in acciaio). Il Dolcetto d’Alba ha il grande pregio di accompagnarsi a tutte le portate e si consiglia di berlo giovane in modo tale da sfruttare le sue caratteristiche di freschezza e fragranza, anche se resiste nel tempo.
  • NEBBIOLO D’ALBA D.O.C. – CALCABRUME. Vino rosso dai sentori fruttati di lampone e fragola selvatica misti a profumi eterei e speziati di vaniglia e cannella. Il Nebbiolo proviene dalla zona di Alba ed è quindi un vino pregiato. Tutti i vini provenienti da questa zona sono pregiati in quanto la terra è magra, dotata di piccoli grappoli e grandi profumi. Al contrario, i vini provenienti dalla zona di Asti sono diversi, così come quelli provenienti dalla zona del Monferrato.
  • BARBERA D’ALBA D.O.C. – LA DORMIOSA. Il vino presenta un colore rosso rubino intenso tendente al granato col passare del tempo. Si tratta di Barbera d’Alba ma ha il 15% di Nebbiolo da Barbaresco e non d’Alba. La Dormiosa è stata prodotta nelle botti grandi di rovere di Slavonia le quali donano al vino un sapore più fruttato e rotondo.
  • BARBERA D’ALBA D.O.C. – LA SCONSOLATA. Prodotto in barrique, il vino presenta un colore rosso rubino intenso tendente al granato col passare del tempo. Presenta un lieve profumo di vaniglia e allo stesso tempo di affumicato.
  • BARABRESCO D.O.C.G. – VIGNESPARSE. Il vino presenta un colore rosso rubino brillante tendente all’aranciato col passare del tempo ed un profumo etereo e composito di liquirizia, rosa selvatica e violetta. Si tratta di un blend composto da Serracapelli, Serraboella e Gallina, un mix di terre di Barbaresco che rende il vino più “facile”.
  • BARBARESCO D.O.C.G. – CURRÀ. Prodotto in botti di rovere di Slavonia tradizionale con 3 anni di invecchiamento, il vino presenta un colore rosso rubino brillante tendente all’aranciato col passare del tempo ed un profumo etereo e composito di liquirizia, rosa selvatica e violetta.
  • BARBARESCO D.O.C.G. – MARCORINO. Prodotto in barrique, il vino presenta un colore rosso rubino brillante tendente all’aranciato col passare del tempo ed un profumo etereo e composito di liquirizia, rosa selvatica e violetta.
  • MOSCATO D’ASTI D.O.C.G. – NETTARE DI STELLE. Si tratta del vino più famoso della regione Piemonte, presenta un colore giallo dorato e un gusto e un profumo inconfondibili. Il Moscato è ottimo se accompagnato a dolci e frutta.

Questi sono i vini che ho potuto testare durante la mia degustazione. Tra questi il mio preferito è stato senza dubbio il Barbera d’Alba D.O.C. – la Sconsolata, un vino spigoloso e dalle note affumicate dovute alla sua permanenza in barrique. La cantina del Glicine però non produce solo vini bensì anche distillati, più precisamente la grappa di Arneis, la grappa di Dolcetto, la grappa di Barbaresco in due versioni e la grappa di uva Moscato, le quali però non ho avuto modo di provare (ammetto che non sono la fan numero uno delle grappe).

Se decidete di trascorrere un weekend nelle Langhe e visitare il borgo di Neive vi consiglio di non perdere una visita alla cantina del Glicine. Non si tratta solo di provare ottimi vini ma anche di immergersi nella storia e nella tradizione di questo piccolo borgo. E’ possibile visitare la cantina dal lunedì alla domenica, esclusivi martedì e mercoledì, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14.30 alle ore 17. Per ulteriori informazioni potete mandare una mail a info@cantinadelglicine.com o contattare i numeri 0173 67215/335 8371786.

Inoltre, non perdete il prossimo post perché vi darò un suggerimento su dove poter pranzare e provare quindi ottimi piatti della tradizione piemontese.

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